Saggi Storici di Andrea Vitali

Saggi Ospiti

Ludus Chartarum seu Foliorum di Juan Luis Vives

Testo originale latino con traduzione italiana

 

Riguardo il gioco dei Trionfi, con le sue varianti di nome Trionfini e Trionfetti del sec. XVI, abbiamo scritto in un saggio a essi dedicato (1).

 

Riportiamo qui una frase tolta da quell’articolo: “Sembra che le regole di questo gioco di Trionfi, chiamato Triumpho Hispanico à Trionfetto (2), come esprime il nome, fossero state importate dalla Spagna. Sul Trionfo Spagnolo il celebre umanista Juan Maldonado scrisse in latino nel 1541 e con revisione nel 1549, una dissertazione dal titolo Ludus Chartarum Triumphus (3), composta sotto l'influsso di un testo educativo sulle carte da gioco di Juan Luis Vives (amico di Erasmo) dedicato al giovane principe Carlos, dal titolo Ludus Chartarum seu Foliorum (1538?). Maldonado descrive il gioco e le sue regole attraverso un dialogo fra diversi giocatori di nome Maldonatus, Ferranus, Rosarius, Padronus, Asturianus”.

 

Ora, poiché abbiamo reperito in un testo del sec. XVII la versione originale latina del Vives con traduzione italiana, abbiamo ritenuto necessario presentarla. Autore della traduzione fu l’umanista Orazio Toscanella, conosciuto anche come Horatius Tuscanella (1520? -1579), erudito, latinista, traduttore e letterato fiorentino. Compose oltre cinquanta opere, fra cui ricordiamo:

 

I modi più communi con cui ha scritto Cicerone le sue Epistole, secondo i generi di quelle, con altre cose (1559)

 

Arte metrica facilissima; da Oratio Toscanella della famiglia del Maestro Luca Fiorentino tirata in lingua regolata italiana (1567)

 

Concetti et forme di Cicerone, del Boccaccio, del Bembo, delle lettere di diuersi, & d'altri, da M. Oratio Toscanella raccolti à beneficio di coloro, che si dilettano di scriuer lettere dotte, & leggiadre tutti posti sotto i suoi proprij generi in ordine di alfabeto (1560)

 

Eleganze latine, co i suoi volgari dinanzi per ordine d'alfabeto; cauate da Oratio Toscanella di quelle d'Aldo Manutio; ma qua, & la poste da lui per uesti d'altri concetti; & in altre significationi cosa utilissima a chi di bene et candidamente scriuere (1569)

 

Precetti necessarii, et altre cose vtilissime, parte ridotti in capi, parte in alberi; sopra diuerse cose pertinenti alla grammatica, poetica, retorica, historia, topica, loica, ed ad altre facoltà. Da m. Oratio Toscanella (1562)

 

Applicamento de i precetti della inuentione, dispositione, et elocutione, che propriamente serue allo scrittore di epistole latine, et volgari, ritratto in tauole da Oratio Toscanella. Aggiuntoui le quattro virtù dell'oratione, con tutte le cose, che fanno perfetta l'oratione. Et specialmente la virtù dell'ornamento ridotto (1575)

 

Bellezze del Furioso di M. Lodouico Ariosto; scielte da Oratio Toscanella con gli argomenti, et allegorie de i canti con l'allegorie de i nomi proprii principali dell'opera et co i luochi communi dell'autore, per ordine di alfabeto; del medesimo (1574)

 

Dopo aver svolto per molti anni l’attività di precettore si spostò a Venezia, dopo terminò la propria esistenza.

 

Nel volume Flores Italici ac Latini Sermonis ovvero il Fiore dei Sermoni Italiani e Latini del 1575 (4), egli riporta il testo del Vives dal titolo Ludus Chartarum seu Foliorum (Gioco delle carte ovvero dei Fogli) aggiungendo a ogni verso latino la sua traduzione in Italiano.

 

Che si tratti del gioco dei Trionfi importato dalla Spagna non v’è dubbio dato il verso Quo luso ludemus? Triumpho Ispanico, et distributor retinebit sibi indicem chartam, si sit monas, aut imago umana", cioè “A che giuoco giuocheremo noi? Triumpho Hispanico. A trionfetti all'usanza Spagnuola. Et chi darà le carte, terrà una carta, che mostri il trionfetto”.

 

Di seguito l’intero Ludus (4), dove si parla di alcuni amici che, visto il tempo inclemente, decidono di approfittarne per giocare a carte.

 

Ludus Chartarum seu Foliorum

 

Giuoco delle Carte o dei Fogli

 

 

Gli amici:

 

Valdaura, Tamayus, Lupianus, Castellus, Manricus

Valdaura, Tamaio, Lupiano, Castello, Manrico

 

 

Val. Quam asperum tempus.

O che tempo aspro. O che tempo cattivo. O che mal tempo.

Quàm rigens, & saevum coelum.

O che cielo chiuso, & crudele. O che cielo tenebroso et incrudelito. O che cielo oscuro, et inasprito.

Quàm obscoenum solum.

O quanto è fangosa la terra. O quanto è piena di fango la terra. O quanto è cattivo caminar per terra.

Ta. Quid nos monet hic coeli, ac soli habitus?

Di che ci fa avvertiti questo stato di cielo, e di terra? Che ci insegna a fare questa forma di cielo & di terra?

Va. Non egredi domo.

A non uscir di casa. A non metter piedi fuori di casa. A starsi in casa.

Ta. Quid verò domi agere?

Et che far poi in casa? Et come passarsela poi in casa

Va. Ad luculentum focum studere, meditari.

Presso un buon fuoco studiare, et compor qualche cosa?

Cogitare de rebus.

Pensar di cose. Metter pensier a cose. Star pensando di cose.

Quae aliud emolumenti afferant menti, & probis moribus.

Che giovino in qualche modo alla mente, e ai buoni costumi. Che alla mente, & ai buoni costumi qualche giovamento rechino. Che apportino alla mente, & ai buoni costumi qualche sorte di utilità.

Ca. Id quidem agendum praecipuè.

Questo principalmente farsi dee. Questo s'ha da far sopra ogni altra cosa.

Nec aliquid esse debet homini antiquius.

Nè altra cosa dee essere all'huomo più cara. Nè altra cosa dee l'huomo stimare. Nè l'huomo d'altra cosa più conto tenere.

Sed ubi ab intétione illa delassat fuerit animus.

Ma quado sarà stanco l'animo in quello studio. Ma poi che sarà rimaso l'animo stanco studiando.

Quò divertet?

A che si porrà egli? A che si volgerà egli? A che esercitio si mettera egli?

Hoc duntaxat tempore?

Essendo così cattivo tempo? Stando il tempo in questi termini.

Va. Alijs quidé alia sunt animoru refectiones.

Altri con altre cose ristorano l'animo. Altri d'altre cose spasso prendono. Altri in altri piaceri l'animo rinfrancano.

Ego vero lusu foliori, magnopere oblector, & recreor.

Ma io mi diletto grandemente, & prendo ricreatione grande dal giuoco delle carte. Ma il giuoco delle carte a me porge diletto, ricreatione grande.

Ta. Et haec temporis qualitas eò invitat.

Et questa qualità di tempo a punto a questo c'invita.

Ut abdamus nos in cubiculum bene clausum.

A ritirarci in una camera ben serrata. A ridurci in camera ben chiusa. .

Et obseptum undique a vento, & frigore.

Et così ben circondata d'ogni intorno, che non ci batta vento, nè freddo. Et intorniata in guisa, che non v'entri vento, nè freddo.

Lucente camino.

Con un buon fuoco. Con un gran fuoco.

Mensa posita cum chartis.

Apparecchiatavi una tavola con le carte.

Va. Minime chartas.

Nò carte, nò.

Ta. Lusorias dico.

Parlo delle carte da giuocare.

Va. Istud placet.

Questo mi piace. Così sì.

Ta. Tum pecunia promatur non nihil.

Poi cavinsi della borsa danari. Poi mettasi mano a danari.

Et calculi ad computandum.

Et sianci dei sassetti da far conto. Et non manchino sassi piccioli per annoverare.

Va. Nihil opus erit calculis.

Non haveremo bisogno di sassetti. Non farà mestiere di sassi piccioli.

Si minutuli adsint numi.

Se ci sarà moneta. Se haveremo moneta minuta.

Ta. Ego nullos habeo.

Io non ho danari di sorte alcuna.

Praeterquàm aureos, & argenteos crassiores.

Fuori che monete grosse d'oro, & d'argento.

Va. Commuta aliquot ex argéteis minuta pecunia.

Cambia alcuno di quei danari d'argento in moneta minuta.

Heus puer cape hos.

O là paggio, prendi questi. Tò servo questi danari.

Et a numulario cura nobis numos minutos.

Et facci haver moneta picciola dal bachiere. Et fa che il banchiere in picciola moneta ce li cambi.

Ta. Quam nitidi sunt hi numi.

O come è bella questa moneta.

Va. Nimirum recentes adhuc & asperi.

Adesso vengono della Zecca.

Ta. Concedamus in forum aleatorium.

Andiamo dove si tien giuoco. Andiamo a ridotto.

Ubi omnia inveniemus parata.

Ove troveremo ogni cosa in punto. Ove troveremo il tutto apparecchiato. Ove non ci mancherà cosa niuna.

Ca. Non expedit.

Non stà bene. Non è al proposito. Non ci torna bene.

Nam haberemus arbitros plurimos. .

Perche ci sarebbero troppi sopra. Perche haveressimo troppo giudici. Perche troppi ci vederebbero,

Accersamus ex sodalibus aliquot.

Chiamiamo alquanti dei nostri compagni. Facciamo chiamare alquanti di quei della nostra compagnia.

Ta. Venian tergo Lupianus, & Manricussoli.

Vengano adunque Lupiano, & Manrico soli.

Ca. Hi sunt belli sodales.

Questi sono buoni compagni.

Lup. Salvi sitis sodales festivissimi.

Dio vi salvi compagni piacevolissimi.

Man. Salvete.

Saluti. Vi saluto.

Va. Salus est dubia.

La salute è dubbiosa. Si stà in dubbio della salute.

Quando ad acies, & ad pugnas vocamini.

Quado sete chiamati a combattere, et a fatto d'arme.

Ta. Este bono animo.

Siate di buon'animo. State di buona voglia. Non vi turbate.

Crumenae impetuntur, & non iugula.

Perche si dà adosso alla borsa, & non al collo. Perche ci và danari, e non la vita. Perche si cerca vuotar le borse di danari, e non gli huomini di vita.

Ma. Nolo esse actori in hac fabula, sed spectator.

Non voglio essere attore in questa favola, ma spettatore. Io non voglio entrare in giuoco, ma stare a guardare.

Ta. Qui sic?

Perche così? Perche cagione?

Ma. Quia sum infortunatissimus.

Perche sono infortunatissimo. Perche sono sventuratissimo. Perche sono disgrattatissimo.

Semper a ludo discedo vinctus, & spoliatus

Sempre mi parto dal giuoco vinto, ci spogliato. Sempre, che io giuoco, me ne vò a casa senza danari, senza vesti.

Ta. Sed qui non periclitatur, non ditescit.

Ma chi non s'arrischia, non s'arrichisce. Ma chi non si mette a pericolo, non diventa ricco. Ma chi non si pone ad arrischio, non acquista ricchezze.

Va. Non possumus nisi quatuor ludere, & sumus quinque .

Non possiamo giuocar se non quattro, e siamo cinque.

Sortiamur, quis erit aliorum spectator.

Caviamo a sorte, chi dee stare a guardar gli altri.Vediamo per sorte chi dee star senza giuocare.

Ma. Ego ero sine sortione.

Sarò io senza che cavi sorte. Sarò io senza ricorrere alla sorte.

Va. Nihil tale.

Non voglio questo io. Questo non mi piace. Questo non m'aggrada.

Nulli est facienda iniuria.

Non bisogna far torto a niuno. Non è il dovere, che si faccia ingiuria a niuno.

Non cuiusquam voluntas id decernet, sed sors.

Ta. Non deciderà questo la volontà, ma la sorte.

Cui primus Rex obtigerit.

Colui a chi toccherà il primo Rè. Colui, che haverà il primo Re.

Sedebit ociosus spectator.

Starà senza giuocare guardando. Porrà mente al giuoco. Non giuocherà.

Et si quid inciderit controversiae, iudex.

E se occorrerà controversia di sorte alcuna, giudicherà. Et se nascesse discordia di sorte alcuna, la deciderà. Et se intervenisse contrasto, come giudice lo determinerà.

Lup. Ecce vobis fasciculos duos foliorum integross.

Eccovi due mazzi di carte intieri.

Alter Hispaniensis, alter Gallicus.

Uno Spagnuolo, & l'altro Francese.

Val. Hispaniensis hic non videtur iustus.

Questo Spagnuolo non mi par giusto.

Lup. Quid ita?

Perche così? La cagione?

Val. Quoniam desunt decades.

Perche ci mancano i dieci.

Hispaniae habent aureos fiumos, charchesia, baculos, enses.

Le Spagnole hanno danari d’oro, coppe, bastoni, spade.

In quaque familia est Rex, Regina, equus,

monas, dias, trias, quaternio, pentas, senio, heptas, ogdas, enneas.

Per ogni compartita ci è il Rè, la Regina, il cavallo, l'asso, il due, il tre, il quattro, il cinque, il sei, il sette, l'otto, il nove.

Ca. Quo lusu ludemus?

A che giuoco giuocheremo noi?

Val. Triumpho Hispanico.

A trionfetti all'usanza Spagnuola.

Et distributor retinebit sibi indicem chartam.

Et chi darà le carte, terrà una carta, che mostri il trionfetto.

Si sit monas, aut imago humana.

Se sarà asso, e figura.

Man. Sciamus iam, quis erit ludo exclusus.

Horsù, vediamo chi ha da rimaner senza giuocare. Veggasi horamai, chi ha da stare a por mente.

Ta. Probe mones.

Buono aviso. Buona avertenza.

Cedo folia.

Dammi le carte. Porgimi le carte.

Hoc est tuum, hoc istius, hoc Lupiani.

Questa è tua, questa è di costui. Questa è di Lupiano.

Tu es iudex.

Tu sei il giudice. A te tocca por mente. A te tocca lo stare à vedere. Ho più caro vederti giudice, che tu giuochi con noi.

Val. Malim te mihi iudicem, quàm collusoré.

Voglio più tosto, che stij a giudicare, che tu giuochi. Ho più caro vederti giudice, che tu giuochi con noi.

Lup. Bona verba.

Ta. Piano. Habbi buone parole.

Cur isthucq uaeso?

Perche così? Che cagion ti muove? Onde nasce questo?

Va. Quia es in ludendo admodum, vafer, & cavillator.

Perche nel giuoco tu sei troppo astuto, é intrigatore. Perche giuocando usi troppa astutia, & garbugli. Perche mentre giuochi, hai troppo dell'astuto, & cauilloso.

Tum aiunt te artem tenere componédi folia.

Et dicono, che tu sai interzar le carte. Et si dice, che fai accommodar le carte a modo tuo. Et è publica voce & fama, che tu sai l'arte di mettere insieme le carte.

Ut tibi expediat.

Per tuo utile. Per far che punti ti piace. Per haver che carta tu vuoi.

Lu. Non habet fraudem mea lusio.

Non uso fraude nel mio giuoco. Non inganno giuocando.

Sed imperitiae tuae mea videtur impostura.

Ma perche tu non sai giuocare, mi stimi huomo, che inganna. Ma perche non è tuo mestiero questo giuoco, m'accusi di fraude. Ma perche tu non sai quello, che tu ti peschi; hai me per barro.

Caeterùm, qui tibi placet Castellus?

Ma come ti piace Castello? Ma come t'aggrada Castello? Ma che giudicio fai di Castello? Ma come ti và per la testa Castello?

Qui simul ac lucratus est pauxillù pecuniae.

Il quale subito, che ha guadagnato un poco di danari. Il quale, non così presto ha fatto un poco di guadagnuccio.

De serit collusores.

Abbandona coloro, con cui giuoca. Pianta in giuoco i compagni.

Ta. Eludere est hoc quidem.

Questo è più tosto ingannatore. Questo è più tosto un dileggiare. Questo è più tosto uno schernire.

Quàm ludere.

Che giuocare. Che fare a giuoco.

Sed lusuri sumus bini.

Ma habbiamo da giuocare à due per due.

Duo, contra duos.

Due, contra due.

Quomodo erimus comparati?

Come ci accorderemo noi? come ci assetteremo noi? Come ci partiremo noi?

Val. Ego ludi huius insciens.

Io che non sò giuocare a questo giuoco. Io che non sò di questo giuoco.

Adhaerebo tibi Castello.

Sarò dalla tua Castello. Mi metterò in tua compagnia Castello.

Quem audio esse callentissimum.

Il quale intendo, che giuochi benissimo. Il quale odo ricordare per un grandissimo giuocatore.

Tal. Adde etiam calidissimum.

Aggiungici anco astutissimo.

Ca. Non est hìc opus electionibus.

Quì non accade far scielte. Quì non hanno luogo le elettioni.

Sorti sunt comittenda omnia.

'Bisogna, che il tutto vada à sorte. Fa mestiero, che il tutto sia dalla sorte dominato. E necessario, che il tutto passi per ventura.

Quibus advenerint plura puncta.

A quegli, ai quali toccheranno più punti. A coloro, che haveranno più punti.

Aduersus eos pugnabunt, quibus pauciora.

Contra essi contenderanno coloro che ne haveranno meno.

Val. Esto ita.

Et così sia. Così si faccia.

Assigna folia.

Da via le carte. Distribuisci le carte.

Man. Ut optaveram.

Come io desiderava. Come io bramava. Come io amava. Come era il desiderio mio.

Ego, & Castellus ab eadem stamus parte.

Io, & Castello siamo da una parte. Io & Castello, giuochiamo da una banda.

Contrarias tuentur partes Valdaura, & Tamaius.

Dall'altra banda saranno Valdaura, e Tamaio. Giuocheranno insieme Valdaura, & Tamaio.

Val. Sedeamus, uti solemus, decussatè.

Sentiamo all'usanza nostra incrociara. Ponianci secondo il nostro costume, à sedere interzati.

Da mihi illam sellam reclinatoriam.

Dammi quella sedia da riposarci. Recami quella carrega da poterci dormire.

Ut quietiùs perdam.

Accioche io perda più quietamente. Accioche io perda più riposatamente.

Ta. Appone scabella.

Metti de gli scanni.

Assideamus iam.

Sentiamo horamai. Poniamoci horamai a sedere.

Sortite cuius sint primae partes.

Vedete, à chi viene il tratto. Alzate, per vedere cui tocca il tratto.

Val. Mea sunt partes.

A me tocca il tratto. A me viene il tratto.

Distribue tu Castelle.

Da via le carte Castello.

Cast. Quot folia dabo singulis.

Quante carte darò io per uno?

Val. Novena.

Nove carte.

Sed quae nam erit sponsio?

Ma che ci anderà del tratto? Ma che metteremo noi su?

Denarij singuli sufficient.  

Un danaro per volta.

Cast. Augeo sponsionem.

Vada. Vada più,

Val. Ludum habeo dissipatum, & male cohaerentem.

Io ho cattivo giuoco.

Non vertis chartam indicem?

Non scuopri tu la carta, che mena il giuoco? Non volti tu la carta, che guida il giuoco.

Man. Volo prius meas computare.

Voglio prima contar le mie. Voglio prima annoverar le mie.

Ne plures, aut pauciores acceperim. (le mie

Per vedere s'io ne ho tolto più ò meno.

Val. Unam habes plus iusto.

Tu ne hai una di più.

Man. Deponam.

La metterò giù.

Val. Non est ea lex lusus.

Non è il dover del giuoco. La legge del giuoco non vuol isto. Per ragion del giuoco tu non puoi far questo.

Sed ut vicem tuam amittas distribuendi.

Ma che perda il tratto.

Cedo folia.

Da quà le carte.

Ma. Non faciam.

Nol farò. Nol voglio fare.

Quandoquidem nondum protuli indicem.

Perche non ho ancora scoperta la carta, che mostra il trionfetto.

Val. Imò facies.

Anzi bisogna, che tu lo facci. Anzi ti convien farlo.

Ma. Quid tu dicis iudex?

Tu, che sei giudice, che te ne pare?

Lup. Profecto ignoro, qui sit eo facto statuendum.

Certo io non saprei far giudicio di ciò.

Val. Quid ergo fiet?

Che si farà adunque? Che si dee fare adunque?

Cast. Misce omnia.

Mettile tutte. Mescolale tutte à uno.

Et rursum impartire.

Et dalle un'altra volta.

Ta. O qualem ludum mitto de manibus.

O che giuoco metto in giù. O come io metto giù buono.

Non obveniet mihi hodie similis.

In tutt'hoggi non me ne verrà un simile. Hoggi non mi verrà più così buon giuoco.

Cas. Misce probe isthaec folia.

Mescola bene queste carte.

Et praebeto singulis attentiùs.

E guarda come le dai. Et dalle à tutti attentamente.

Val Rursum augeo sponsionem.

Vada un'altro invito.

Responde, an recipias.

Respondi, se lo tieni. Respondi, se tu accetti l'invito.

Ma. Recipio, & rursum augeo.

L'accetto, & facio un'altro invito à te.

Ca. Tu perdisti primum ludum.

Tu hai perduto il primo giuoco.

Sine me hunc arbitratu meo perdere,

Lascia perdere anco quest'altro a voglia mia. Contentati, ch'anch'io perda quest'altro à mio piacere,

Ta. Valdura non nosci hunc Castellum.

Valdura, tu non conosci ben questo castello.

Superiorem habet ludum tuo.

Egli ha miglior giuoco di te.

Sed ita solet callidos provocatores illectare in suum rete.

Ma così egli suole tirar nella sua rete coloro, che nell’invitar fanno l’astuto.

Val. Quomodo potuisti divinare folium mihi postremum restare huius rationis?

Come potevi tu indovinare, che l'ultima carta, che mi restasse in mano fosse di questa sorte?

Cast. Novi omnia folia.

Conosco tutte le carte.

Val. Non omnino hoc est incredibile.

Potrebbe anco essere. Ciò non è incredibile.

Cast. Ita planè novi à facie.

Sì ch'io le conosco dentro via.

Val. Forsitan etiam à tergo.

Forse, che tu le conosci anco dal di fuori.

Cast. Nimium suspiciosus es.

Tu sei troppo sospettoso. Tu hai troppo sospetto.

Val. Tu me facis.

Tu mi ci fai. Questo procede da te. Tu sei cagione di ciò.

Cast. Dispiciamus, num quae sint chartae maculatae.

Guardiamo il roverscio, se ci sono carte segnate. Vediamo dal di fuori, se ci sono carte, che babbiano segni.

Unde possint noscitari.

Onde si possano conoscere. Per li quali se ne possa haver conoscenza.

Val. Faciamus quaeso nos ludendi finem.

Cari fratelli finiamo di giuocare. Di gratia poniamo fine a questo giuoco,

Cast. Ubi voles,

Quando ti piace. Quando tu vuoi. Quando t'aggrada. Eccomi pronto.

Sed fortasse non est inludo vitium.

Ma forse, che la colpa non viene al giuoco. Ma forse, che il difetto non procede dal giuoco.

Sed in tua imperitia.

Ma dal tuo non saper giuocare,

Qui iacis folia absque arte.

Che dai giù le carte senza arte. Che giuochi le carte senza artificio.

Ut sors tulerit.

Come ti vengono in mano. A sorte. A ventura.

 

Note

 

1 - Si legga il saggio Trionfi, Trionfini e Trionfetti

2 - Agostino Maria del Monte, Latium Restitutum seu Latina Lingua in veterem restituta splendorem, Roma, 1720. Dissertazione sulla voce “Ludo”, Parte Seconda, Libro Quinto, p. 554.

3 - Testo originale latino con traduzione in Inglese al link: 

http://books.google.it/books?id=eZtJKRjBUgMC&pg=PA22&dq=Ludus+Chartarum+Triumphus&hl=it&ei=OvpNTa3iPISgOvXD-Ds&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCwQ6AEwAA#v=onepage&q=Ludus%20Chartarum%20Triumphus&f=false

4 - Flores Italici ac Latini Sermonis; Ex hortis Exercitationis Ioannis Ludovici Vivis [Vives] et ab Horatio Tuscanella Italicè interpretati [Fiori dei Sermoni Italiani e Latini, tratti dal giardino delle Esercitazioni di Juan Luis Vives e da Orazio Toscanella interpretati in lingua italiana], Venetiis, Ex officina Valgrisiana, 1575.

5 Ibidem, pp. 218-233.